Danni alla pelle causati da filtri solari “sbagliati”: il fenomeno della fotosensibilizzazione

 creme solari becCome abbiamo visto nel post precedente, molti filtri solari, nell’assorbire la radiazione solare, ne sono a loro volta danneggiati. La scarsa fotostabilità di tali filtri solari ha conseguenze importanti sull’efficacia e la sicurezza delle formulazioni solari che le contengono. Nella precedente discussione abbiamo visto come questo causi una diminuzione del fattore di protezione nel tempo. Ci sono però altre interazioni dei filtri solari col sole che hanno conseguenze anche più gravi per la nostra salute. Ne discuteremo in questo post.

La radiazione solare contiene energia sufficiente a danneggiare alcune molecole (M), comprese alcune molecole presenti nella nostra pelle, come esemplificato dall’equazione:

M + luce → frammento-A + frammento-B

I frammenti indicati come A e B dell’esempio sopra sono spesso radicali liberi che poi possono attaccare altre molecole danneggiandole o modificandole. Ad esempio, se questa reazione avviene sulla nostra pelle, si possono danneggiare le proteine di sostegno, come collagene ed elastina e contribuire alla formazione di rughe e al fotoinvecchiamento. Oppure si possono generare reazioni a catena che portano all’eritema, ad altri stati infiammatori o anche a mutazioni genetiche (cancro della pelle). I prodotti contenenti filtri solari dovrebbero proteggere la pelle da tutti questi danni e, normalmente, lo fanno diminuendo la quantità di luce UV che colpisce la nostra pelle, agendo cioè proprio da “filtri”. Ma ATTENZIONE !!! Non tutti i filtri solari sono amici della nostra pelle ed alcuni possono provocare danni più grossi di quelli che dovrebbero evitare. Come?

Riprendiamo l’esempio precedente. Affinché avvenga la reazione di M con la luce è necessario che la molecola M sia in grado, in primo luogo, di assorbire la luce a livello quantico, cioè che l’energia dei fotoni di luce che la colpiscono determini esattamente un salto quantico dei suoi livelli di energia. Spesso questo non è possibile e la molecola M sarebbe perfettamente “al sicuro”, se non fosse per la presenza di altre sostanze dette “fotosensibilizzatori”.

benzofenone

Il benzofenone e la famiglia dei principali derivati del benzofenone usati come filtri solari nei prodotti cosmetici e nella protezione dei manufatti. La comune struttura di base è evidenziata in blu.

Uno dei più importanti fotosensibilizzatori è il benzofenone (vedi Figura). Un fotosensibilizzatore (F) assorbe l’energia della luce “al posto della molecola M” e si eccita, cioè passa ad un livello quantico di energia superiore (F*), poi incontra la molecola M ed “urtandola” le cede l’energia che ha assorbito. In questo modo, l’energia della luce passa alla molecola M tramite il fotosensibilizzatore, ed il risultato è lo stesso che si avrebbe avuto se la molecola M fosse stata in grado di assorbire la luce direttamente.

F + luce  F*  

poi …

F* + M F + frammento-A + frammento-B

Questo processo è ben noto in fotochimica ed il benzofenone è uno dei principali fotosensibilizzatori utilizzati nei processi industriali per indurre reazioni fotochimiche. Il benzofenone però è anche “il capostipite” di numerosi e, purtroppo, molto comuni filtri solari usati nei prodotti cosmetici come fattori di protezione. I più importanti esempi sono illustrati nella figura. Filtri solari come il benzofenone-3 o il benzofenone-4 hanno struttura simile al benzofenone e sono dei potenti fotosensibilizzanti. Se la molecola M è una bio-molecola della nostra pelle, come il collagene, l’elastina, un enzima o il DNA, questa può venire danneggiata dall’esposizione alla luce in presenza di fotosensibilizzanti come i derivati del benzofenone, molto di più di quanto non sarebbero in sua assenza. In altre parole, certi filtri solari possono amplificare i danni alla nostra pelle prodotti dal sole o crearne di nuovi.

Di “benzofenoni” ce ne sono numerosi, tipicamente ne sono impiegati 12 tipi diversi indicati con i rispettivi numeri, ma i più comuni nei prodotti cosmetici e skin care sono elencati di seguito:

Benzofenone-1: 2,4-Dihydroxybenzophenone
Benzofenone-2: 2,2′,4,4′-Tetrahydroxybenzophenone
Benzofenone-3 (o oxybenzone): 2-Hydroxy-4-methoxybenzophenone
Benzofenone-4 (o sulisbenzone): 2-Hydroxy-4-methoxy-benzophenone-5-sulphonic acid
Benzofenone-5 (il sale sodico del sulisbenzone): Benzenesulfonic acid, 5-benzoyl-4-hydroxy-2-methoxy-, monosodium salt
Benzofenone-8 (o dioxybenzone): 2-Hydroxy-4-methoxyphenyl)-(2-hydroxyphenyl)methanone
Benzofenone-10 (o mexenone): 2-hydroxy-4-methoxy-4′-methyl-benzophenone
Benzofenone-11: è una miscela di benzofenone 2 e 6

Per questi motivi BeC nei propri prodotti solari non impiega derivati del benzofenone !!! BeC impiega solo filtri fisici nei prodotti a bassa protezione e una combinazione di filtri fisici e filtri chimici di nuova generazione altamente fotostabili nei prodotti a maggiore protezione. Qui maggiori informazioni sui solari BeC.

Quindi quando si sceglie un prodotto solare è importante fare attenzione all’etichetta e leggere la composizione, non fermarsi solo alla lettura del SPF!

Si sente spesso dire che non bisogna esporsi al sole dopo essersi dati profumi o altri prodotti, perché possono sorgere problemi di fotosensibilizzazione. Gli unici da usare sono i prodotti solari, ma attenzione a come li scegliamo, perché anche i prodotti solari potrebbero causare gli stessi problemi. Quindi, anche se non avete particolari problemi di sensibilità al sole e pensate che “tanto per voi va bene un prodotto qualsiasi…” pensateci bene e scegliete sempre prodotti di alta qualità, per evitare che i problemi ve li crei proprio il prodotto sbagliato!

Gemma ha detto:

Bè che dire.. l’attesa è stata premiata! ti ringrazio per aver risposto nel dettaglio ai miei dubbi, ora sono più tranquilla. Spero vivamente che ogni azienda cosmetica tenga alla salute dei propri clienti e che tali valutazioni siano sempre prese in considerazione durante la creazione del prodotto, così come fate voi! Cos’altro aggiungere? Buon sole a tutti!

Gemma ha detto:

Ciao! Ho seguito con interesse i precedenti articoli, ma proprio sulla fotosensibilizzazione ho un dubbio che mi attanaglia: è vero che tutti gli oli essenziali derivanti dagli agrumi sensibilizzano e macchiano la pelle? C’è un fondo di verità o è una paura infondata?

Luca Valgimigli ha detto:

@Gemma, scusa se rispondo solo ora alla tua interessante domanda, sono stato un po’ impegnato ma ora eccomi.
Per andare subito al punto, la mia opinione è che la paura di usare oli essenziali in relazione all’esposizione al sole sia in gran parte una esagerazione. Comunque, non è una cosa che riguarda tutti gli oli essenziali, anzi solo pochissimi. In particolare riguarda l’olio essenziale di bergamotto spremuto a freddo (ahimè… il migliore!)
Il bergamotto contiene piccole quantità di Bergaptene o 5-metossipsorallene (5-MOP) che appartiene alla classe delle furocumarine. Come altre furocumarine, sotto intensa radiazione UV il bergaptene reagisce fotochimicamente con le timine del DNA inducendo errori di replicazione del DNA stesso e stimolando una risposta immunitaria. Questi fenomeni sono alla base della fotosensibilizzazione. Proprio questa reazione delle furocumarine le rendono utili nella cura di malattie come la psoriasi e altre malattie cutanee, cure basate sull’uso di furocumarine in associazione alla esposizione a raggi UV.
E’ da notare che gli effetti di sensibilizzazione causati dal bergaptene o altre furocumarine si possono avere solo in caso di intensa radiazione UV. Quindi è sconsigliabile utilizzare oli essenziali che contengono queste sostanze in abbondanza prima di esporsi al sole (es. una giornata al mare), ma molto difficilmente si osservano problemi con una “normale” esposizione alla luce ambientale diurna.
Come sempre inoltre, bisogna considerare la “dose” di queste sostanze per valutare il possibile rischio. Il bergaptene è contenuto nell’olio essenziale di bergamotto in percentuali che solitamente variano dallo 0.4 allo 0.7%. In altri oli essenziali citrici (es. lime dei caraibi e limone) spremuti a freddo di possono trovare concentrazioni di 0.1% o anche inferiori. Dipende comunque dal metodo di preparazione e dalla variabilità naturale delle piante.
Va poi considerata la percentuale di utilizzo di questi oli essenziali nei cosmetici: un conto è applicare sulla pelle oli essenziali puri, tutt’altra cosa è un cosmetico che contiene magari 0.1-1% di tali oli essenziali in formula. Solitamente con creme e lozioni che contengono olio essenziale di bergamotto o altri oli citrici il rischio di fotosensibilizzazione al sole è davvero minimo e trascurabile, ma solo per precauzione, si suggerisce di non usarli prima di esporsi al sole. Ti posso dire con sicurezza che in oltre 30 anni in cui BeC utilizza questi oli in diversi prodotti non si è mai verificato un solo caso di fotosensibilizzazione.
Quindi, niente paura! Non degli oli essenziali almeno… Sarò malizioso, ma sono convinto che la fobia verso gli oli essenziali sia stata spesso alimentata ad arte su internet e nei mezzi di comunicazione, per distogliere l’attenzione da ben altre cose di cui ci sarebbe da preoccuparsi quando si sceglie un cosmetico!