Fotodegradazione dei filtri solari e i danni provocati alla pelle

soleAbbiamo discusso precedentemente il meccanismo di azione dei filtri solari, sottolineando che i filtri chimici assorbono l’energia solare per poi rilasciarla sotto forma di calore, possibilmente senza subire alterazioni dalla radiazione stessa. Possibilmente… ma è sempre così? Purtroppo no e abbiamo pensato di proporvi un approfondimento sulla fotostabilità dei filtri solari. È un aspetto di cui pochissimo si parla (chissà perché?), ma che ha importanti conseguenze sulla nostra salute.

Dopo aver assorbito l’energia solare i filtri chimici si trovano in uno stato quantico di energia più elevato, da questo stato possono succedere 3 cose:

  1. tornare allo stato energetico fondamentale perdendo energia come calore (spesso non percepibile) per assorbire nuova energia solare e ricominciare il ciclo;
  2. disperdere l’eccesso di energia frammentandosi, cioè degradandosi (per formare radicali liberi) o usare l’eccesso di energia per reagire con altre molecole (reazioni fotochimiche);
  3. trasferire per urto l’energia in eccesso ad un’altra molecola (fotosensibilizzatori). I filtri solari dovrebbero usare solo la prima strada, tuttavia non tutti i filtri sono uguali e, dopo diversi cicli di assorbimento-emissione capita che alcuni filtri meno fotostabili di altri prendano la seconda strada, cioè si foto-degradino (parleremo in un post successivo dei filtri che prendono la terza strada e si comportano da fotosensibilizzatori).

Se il filtro solare si degrada spesso produce radicali liberi e sostanze dannose e, se il filtro solare è assorbito in profondità nella nostra pelle, questi radicali liberi e sostanze dannose possono danneggiare proteine e DNA accelerando i processi di foto-invecchiamento della pelle. In una formulazione di elevata qualità questi danni possono essere prevenuti dalla presenza abbondante di antiossidanti (es. vitamina E) nella formula che bloccano tali radicali liberi prima che causino danni. Quindi nella scelta di una formulazione solare si cerchi sempre la massima qualità dopo un’attenta lettura dell’etichetta!

Ma c’è un altro aspetto da considerare: mano a mano che il filtro si degrada il fattore di protezione solare (cioè l’SPF- solar protection factor) del prodotto diminuisce.

fotodegradazione

Variazioni dello spettro di assorbimento UV-Vis di esempi di creme solari contenenti filtri UV dopo esposizione alla medesima “dose”di luce solare. Nella parte superiore è riportata una formulazione con filtri NON fotostabili ed è evidente la variazione dello spettro cioè la riduzione della capacità di “protezione” della formulazione. Nella parte inferiore è riportata una formula con filtri foto-stabili: come si vede l’esposizione al sole causa minime e trascurabili variazioni dello spettro che non pregiudicano la capacità di protezione della formulazione.

L’effetto di perdita dell’SPF durante l’esposizione al sole dipende dalla fotostabilità dei filtri solari: con filtri molto fotostabili il fenomeno ha importanza trascurabile, ma con filtri poco fotostabili, purtroppo molto comuni nei prodotti solari in commercio, il fenomeno può essere molto significativo, come illustrato nei grafici a fianco che mettono a confronto due formulazioni reali: un famoso prodotto commerciale (non chiedeteci quale) e la crema solare BeC SPF 15.

Molte persone pensano che i prodotti solari ”waterproof” che resistono per diversi minuti anche nuotando in acqua al mare garantiscano una protezione più sicura per l’intera giornata, perché il prodotto non viene lavato via. Dai grafici è chiaro che l’uso di prodotti solari waterproof, non garantisce affatto una protezione sicura per l’intera giornata. Va innanzitutto considerato se il filtro contenuto nel nostro prodotto solare è fotostabile!!! Inoltre, però, occorre tener presente che, anche se il filtro è fotostabile, durante una tipica giornata balneare, ci si asciuga con l’asciugamano, ci si cosparge di sabbia che si rimuove sfregandosi o lavandosi, si suda per il calore o per l’attività fisica (es. sport in spiaggia). Tutte queste operazioni finiscono col rimuovere comunque la crema dalla nostra pelle. Pertanto, una formulazione di alta qualità con filtri fotostabili è la scelta ideale per una protezione sicura, ma il consiglio che vale comunque è quello di ripetere più volte l’applicazione del prodotto nell’arco della giornata, sopratutto nel caso dei bambini.

Antonio ha detto:

Io di solito ho sempre scelto come solari dei prodotti che abbiano un SPF indicato per la mia pelle…ma ho scelto quelli resistenti all’acqua, proprio perchè non mi va tanto di ungermi più volte nella stessa giornata al sole? Quindi sbaglio? Ma allora… se sono waterproof resistono o non resistono all’acqua?
Invece da questo tuo articolo mi viene da pensare che sia meglio scegliere dei solari che abbiano qualcosa di antiossidante che oltre a far bene alla mia pelle di suo, protegge anche i filtri solari stessi?

Luca Valgimigli ha detto:

@Antonio
grazie per il tuo commento. Chiarisco meglio il punto sui solari waterproof. Intanto per essere corretti, secondo il COLIPA o Cosmetics Europe, si dovrebbero chiamare “water resistant” o “very water resistent” a secondo di quanto resistono in acqua, come spiegato nel sito ufficiale:

https://www.cosmeticseurope.eu/using-cosmetics-colipa-the-european-cosmetic-cosmetics-association/sun-products/sun-protection-.html

Colpa mia…. ho usato un termine “vecchio”. Però, a parte la dizione ufficiale, il concetto non cambia e, per risponderti: si i solari waterproof (o water resistant) restistono per un po’ in acqua. Per un po’… non per sempre o per l’intera giornata! Per essere precisi: ti consentono di fare 2 “bagnetti” in acqua per 20 minuti ciascuno (water resistant) o 4 bagnetti da 20 minuti (very water resistant). In questi bagnetti pero’ non devi strisciare contro niente, devi stare fermo o nuotare in modo composto… non puoi fare tuffi, fare la lotta (o altro) con la fidanzata, giocare a palla o qualsiasi altra attività simile.
Ma il punto che io sollevavo non è se tali prodotti resistono oppure no in acqua, il punto è che, se anche restistono un po’ in acqua, COMUNQUE NON ti permettono di stare un’intera giornata intento in attività balneari senza più ri-applicarti il prodotto. Per 2 motivi:
1) Anche se la crema non se ne fosse andata dalla tua pelle, il filtro solare in essa contenuto potrebbe essersi foto-degradato. Quindi tu saresti ancora ben unto ma non più protetto dal sole… oltre alle altre conseguenze della fotodegradazione, vedi radicali liberi, ecc…
2) In una giornata balneare normalmente fai altro oltre ad un paio di bagnetti: giochi, sudi, ti asciughi con il telo da bagno, si sporchi di sabbia, ti strofini per rimuoverla, ecc. Tutte queste attività comunque ti rimuovono la crema dalla pelle, quindi dovresti ri-applicarla di tanto in tanto durante la giornata, non puoi credere di essere protetto per tutto il giorno avendola applicata una volta.

Riguardo alla tua seconda domanda: si è sicuramente meglio scegliere un prodotto ricco di antiossidanti perchè questi proteggono la tua pelle. Pero’ attenzione: non proteggono i filtri solari! Se il filtro non è fotostabile, questo di degraderà comumunque, anche in presenza di antiossidanti, quindi il SPF diminuirà col prolungare la tua esposizione al sole. Gli antiossidanti servono a proteggere te, non la crema! Vale a dire, se il filtro si degrada i radicali liberi che cosi’ si producono vengono intrappolati dagli antiossidanti “salvando”la tua pelle… ma per il filtro non c’e’ più nulla da fare.

Meglio di tutto è scegliere un prodotto che:
a) contenga molti antiossidanti e
b) contenga filtri foto-stabili
In questo modo la protezione dura a lungo e gli antiossidanti comunque aiutano la tua pelle a proteggersi dai danni del sole.

Spero di aver chiarito la questione. Ciao. Luca