I filtri solari, questi sconosciuti! Cosa sono e come funzionano?

I filtri solari sono sostanze, naturali o sintetiche che vengono inserite nelle formulazioni cosmetiche per proteggerle dai danni causati dalla radiazione solare. Nel caso dei cosmetici solari, sono responsabili del “fattore di protezione” o SPF (Solar Protection Factor), il cui valore indica quanto il prodotto solare proteggerà dal sole la nostra pelle, evitando eritemi ed altri danni come il foto-invecchiamento. Cosa sono e come agiscono i filtri solari? Il principio è semplicissimo: i filtri solari riducono la quantità di radiazione luminosa che colpisce la superficie su cui sono applicati, ad esempio sulla pelle. La differenza tra i diversi tipi di filtri sta nel come raggiungono questo risultato.

Filtri fisici e chimici - azione sulla pelle

Azione dei filtri fisici e chimici sulla pelle

I filtri fisici riflettono una parte della radiazione solare, lasciandone passare solo una quantità limitata attraverso la pelle. Essi, quindi, non interagiscono con la radiazione solare e non ne sono alterati in alcun modo. I filtri chimici, al contrario, assorbono parte della radiazione solare e la utilizzano per raggiungere stati quantici di energia superiore. Immediatamente questo eccesso di energia è rilasciata sotto forma di calore cosicché il filtro è pronto per assorbire altra radiazione solare. I diversi meccanismi di azione sono riassunti nella figura a fianco. In entrambi i casi la quantità di energia che viene lasciata passare (cioè non viene riflessa o assorbita) dipende dalla quantità di filtro applicata, che determina il fattore di protezione.

Ciascuno dei due tipi di filtri offre vantaggi e svantaggi: i filtri fisici hanno il vantaggio di essere completamente stabili e non essere danneggiati dalla radiazione solare. Inoltre, composti come l’ossido di zinco sono totalmente inerti pertanto sono molto sicuri per la pelle. Il loro svantaggio è la difficoltà di raggiungere protezioni elevate senza produrre “l’effetto bianco”. Per ridurre tale effetto è possibile usarli in forma micronizzata, molto più pregiata (BeC li utilizza in tutte le protezioni solari). Ma anche in forma micronizzata non è possibile raggiungere protezioni molto alte senza che diventino “visibili”. Pertanto nelle protezioni alte vengono associati ai filtri chimici. I filtri chimici hanno il vantaggio di essere molto efficaci e offrire protezioni elevate pur essendo invisibili, si disperdono meglio nella formulazione dando una protezione più omogenea (che corrisponde ad un’abbronzatura più omogenea!), ma poiché assorbono l’energia della radiazione solare, hanno il rischio di foto-degradarsi o di dare origine a reazioni fotochimiche.

In conclusione facciamo un po’ di chiarezza su un punto importante: spesso si confonde l’espressione filtro chimico con filtro sintetico cioè artificiale, mentre si ritiene che il filtro fisico sia naturale. Questo non è necessariamente vero! I filtri fisici sono normalmente inorganici, cioè sali minerali e, di solito, sono naturali, ma possono anche essere sintetici, cioè prodotti artificialmente.

gamma-orizanolo: un filtro “chimico” naturale estratto dal riso

Al contrario i filtri chimici più comuni sono spesso sintetici, cioè prodotti dall’uomo, tuttavia esistono anche alcuni esempi di filtri chimici naturali. Uno dei più importanti è il gamma-orizanolo che si estrae dalla crusca di riso (vedi figura a fianco), ma ne esistono altri come l’acido cinnamico, contenuto nella cannella, diffuso nelle piante Brassicacee (cavoli, broccoli) e nel burro di Karité, i carotenoidi (contenuti ad esempio in carote, pomodori ed una varietà di frutti rosso-arancioni), la vitamina E e numerosi altri. Questi composti hanno anche il vantaggio di presentare ulteriori proprietà (es. antiossidanti, lenitive, disarrossanti, anti-age ecc.) purtroppo però, non hanno la stessa efficacia alla stregua di filtri chimici sintetici. BeC utilizza filtri chimici naturali quando non sono necessari alti fattori di protezione (es. Huile SolE’), ma quando questi sono necessari, occorre associare anche quelli sintetici.

In conclusione, non lasciamoci ingannare dalle parole: filtri chimici o fisici si riferiscono al meccanismo di azione e non alla loro origine. Questa può essere naturale o sintetica, ma la cosa veramente importante è la loro stabilità alla radiazione solare che è fondamentale per la nostra sicurezza al sole.

Paola_P ha detto:

@Luca Valgimigli
vi faccio i complimenti per l’articolo e mi inserisco nel botta e risposta sopra.
Sento un certa nota polemica nella tua/Sua ultima frase. Un boicottaggio del naturale per avvantaggiare le multinazionali della chimica? E’ da anni che anche io lo penso.

Luca Valgimigli ha detto:

@Paola_P
grazie del commento. In realtà non volevo aprire polemiche. Volevo solo informare, poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.

Luca Valgimigli ha detto:

Lo so, è una questione “poco chiara” per usare un eufemismo… prendiamo l’ossido di zinco, ad esempio: è uno straordinario filtro solare di tipo fisico, è una sostanza naturale, ha tante altre utiliproprietà sulla pelle, ma NON è compreso nell’elenco dei 28 filtri solari (allegato VI) della Comunità Europea. Il regolamento CE 1223/2009 ne consente l’uso dei cosmetici in qualsiasi percentuale, ma non si deve dichiarare che lo si usa come filtro solare (!!!) … e per cosa lo si usa allora? La legge europea lo classifica come “sbiancante” ! (mah…). Quindi se uno facesse una crema solare dove l’unico filtro solare è l’ossido di zinco e non è presente nessuno dei 28 composti indicati “ufficialmente” come filtri solari, NON potrebbe dire che è una crema protettiva solare… puo’ dire che è un abbronzante, un idratante… altre cose… ma non una protezione solare.
Al contrario il biossido di titanio, altro filtro fisico, che è molto più “sbiancante” dell’ossido di zinco (lo si usa per fare bianco nella pittura per muri da imbianchini !), quello si che è elencato tra i 28 filtri solari. Difficile capire la logica di questa suddivisione, io per lo meno non ci riesco a meno di non voler “pensare male”, comunque la legge è così: l’ossido di zinco è uno sbiancante e il biossido di titanio è un filtro solare, entrambi funzionano benissimo sia da sbiancanti che da filtri solari, ma se uno usa solo il biossido di titanio in una crema può dire che è una protezione solare, se uno invece usa solo l’ossido di zinco, no.
Lo stesso ragionamento vale per tutte le sostanze naturali indicate nel post: gamma-orizanolo, acido cinnammico ecc… si possono usare per altri scopi: antiossidanti, lenitivi disarrossanti, ma non sono compresi nell’elenco dei 28. In realtà nessuna sostanza naturale (tranne il biossido di titanio che esiste sia naturale che sintetico) è compreso nell’elenco dei 28 filtri solari ammessi… è per questo che viene da pensare male!!!

Luca Valgimigli ha detto:

@criticoappassionato
Grazie per i complimenti! Riguardo al tuo suggerimento di pubblicare un elenco di tutti ifiltri solari, credo che sarebbe un po’ noioso. L’eneco è consultabile negli allegati dei testi di legge europea attualmente in vigore che trovi ai seguenti link:
regolamento europeo CE 1223/2009:
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32009R1223&from=IT
modificato e completato dal successivo regolamento CE 344/2013
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:114:0001:0059:IT:PDF

Puoi scaricare gli allegati gratuitamente ai link sopra e guardare tu stesso quali sono tutti i filtri solari utilizzati.

Nell’allegato VI del regolamento europeo CE 1223/2009 sono elencati 28 filtri chimici e fisici riconosiuti “ufficialmente” come filtri solari ammessi nei cosmetici. Oltre a questi, però molte altre sostanze non comprese nell’elenco dei filtri solari di tale legge, sono in realtà dei filtri solari a tutti gli effetti, oppure sono sostanze che hanno anche la proprietà di filtri solari oltre ad averne altre. Molte di queste sostanze, in particolare tutte le sostanze naturali citate nel post sopra, possono essere usate nei cosmetici, ma non si può dire che sono usate allo scopo di fungere da filtri solari.

criticoappassionato ha detto:

Grazie della risposta … pero’ a questo punto ho le idee più confuse di prima.
Cosa vuol dire che le sostanze elencate nel posto non si puo’ dire che siano filtri solari? E’ un segreto? Ciòè l’ossido di zinco è un filtro solare oppure no?

criticoappassionato ha detto:

Bello! mi piace la chiarezza e la semplicità di questo post molto utile per chiarirsi le idee su come funzionano i filtri solari, al di la’ delle dicerie confuse che spesso si trovano in rete.
Pero’ oltre ai complimenti mi permetto di proporvi un suggerimento: perché non creare un bell’elenco completo di urti i filtri solari chimi e fisici, naturali e sintetici. Così’ il consumatore potrebbe essere aiutato nella scelta.
Di nuovo complimenti