L’analisi dei profumi in BeC: non solo oli essenziali

Agli esperti di marketing in campo cosmetico è ben noto che le fragranze, gli oli essenziali e i profumi che ne derivano, giocano un ruolo centrale nel motivare il consumatore all’acquisto di un determinato prodotto; d’altronde, la “memoria olfattiva” è un meccanismo inconscio che condiziona i processi d’apprendimento ed è capace di sollecitare tutti gli altri sensi. Se è vero che fino alla seconda rivoluzione industriale (1870) i profumi venivano rigorosamente confezionati a partire da oli essenziali o estratti naturali (animali e/o vegetali), con l’improvvisa disponibilità sul mercato di molecole sintetiche si cominciò, per motivi economici e di facilità formulativa, a far uso sempre più frequente di queste ultime a scapito delle prime. Al giorno d’oggi le industrie profumiere impiegano per la maggior parte molecole artificiali e natural‑identiche poiché permettono di definire in modo netto un determinato aroma o la fragranza desiderata; queste possono poi essere, a volte, utilizzate in miscela con oli essenziali naturali, per ottenere fragranze più sofisticate.

oli_essenzialiPoiché l’industria profumiera tutela le proprie formule ricorrendo a costosi brevetti, la legislazione permette di indicare i profumi nell’etichetta dei cosmetici che li contengono con la semplice dicitura “Fragrance/Parfum” nella lista (INCI) degli ingredienti, senza specificare al consumatore (o all’addetto ai lavori) la composizione chimica. Questa concessione, se da un lato tutela la proprietà intellettuale del profumiere, dall’altro permette, a conti fatti, di omettere nella lista degli ingredienti alcune sostanze regolamentate o vietate, come determinati tipi di conservanti, coloranti e filtri solari, a scapito della sicurezza del consumatore. Proprio per tutelare maggiormente il consumatore, la Direttiva 2003/15/CE del Parlamento Europeo, ha individuato 26 sostanze allergizzanti, presenti prevalentemente nei profumi, che, se rilevate sopra determinate concentrazioni nel prodotto cosmetico finito, vanno tassativamente indicate in etichetta. Inoltre, l’adozione del nuovo regolamento europeo (CE) n.1223/2009 ha reso obbligatoria, per ogni prodotto cosmetico, inclusi i profumi, se immessi sul mercato della Comunità Europea, la sostituzione del vecchio “Dossier tecnico” (Direttiva 76/768/CEE in abrogazione) con un nuovo documento maggiormente strutturato che prende il nome di Product Information File (PIF), in italiano “Documentazione Informativa sul Prodotto“, che deve riportare anche dati tossicologici sugli ingredienti.

Da queste considerazioni scaturisce l’importanza di operare un serio controllo qualitativo su aromi, profumi ed essenze e spiega le motivazioni che spingono un numero crescente di produttori e distributori del settore a rivolgersi ai laboratori BeC per testare i loro prodotti allo scopo di certificarne la qualità ed ottenere le informazioni necessarie per redigere i PIF.

Le principali analisi effettuate dai laboratori BeC su profumi ed essenze sono:

  • Analisi qualitativa e quantitativa dei componenti in gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa (GC-MS)
  • Analisi quali-quantitativa GC-MS degli allergeni (secondo Direttiva 2003/15/CE)
  • Analisi Spettrofotometrica UV-VIS del colore
  • Determinazione dell’indice di rifrazione
  • Stabilità ai fini della valutazione del PAO (period after opening)
  • Invecchiamento accelerato con analisi quali-quantitativa GC-MS

Grazie a questo servizio, i laboratori BeC possono mettere la ultra-trentennale esperienza nel campo degli oli essenziali ancora di più al servizio del consumatore, tutelandone la salute e la sicurezza.

Gli oli essenziali in Nutraceutica

Libro_essential_oilsL’azienda BeC utilizza oli essenziali nella cosmesi e nell’integrazione alimentare ormai da decenni, conferendo ai nostri “prodotti naturali” un tocco distintivo e unico, non solo nelle profumazioni ma soprattutto avvalendosi delle proprietà benefiche di questi “distillati della Natura”. Oggi vi segnaliamo un’importante pubblicazione in cui vengono descritte caratteristiche e proprietà innovative di molti oli essenziali spaziando negli usi della medicina tradizionale orientale fino alla cultura occidentale e non solo. Vi parliamo del testo “Essential Oils as Natural Food Additives” edito qualche anno fa da Nova Science Publishers, Inc. (New York, 2012) perché siamo orgogliosi di aver dato anche il nostro contributo ad un’informazione documentata e scientificamente affidabile forti della scelta aziendale di investire utilmente in Ricerca e Sviluppo.

Gli oli essenziali sono stati usati da secoli nella preparazione di fragranze ad uso cosmetico e aromi alimentari così come nelle medicine tradizionali nel trattamento di diversi disfunzioni. Un rinnovato interesse sia da parte della comunità scientifica che tra il pubblico ha permesso di avvicinarsi a questo interessante campo con solide basi scientifiche. L’uso degli oli essenziali, sempre più diffuso nella vita di ogni giorno, va di pari passo con la crescente esigenza nel perseguire uno stile di vita più salutare e orientato al mondo del “naturale”. Ciò è consolidato da numerosi studi scientifici che hanno dimostrato interessanti proprietà biologiche che spaziano dalle attività antimicrobiche fino a quelle antiossidanti, sebbene siano emersi numerosi nuovi usi funzionali. Questo testo propone una disamina accurata ed aggiornata della letteratura scientifica sugli oli essenziali usati a scopo alimentare in diverse zone della Terra discutendone le proprietà antimicrobiche e antiossidanti con una introduzione generale alla chimica, la classificazione, l’origine biosintetica, la preparazione e le metodiche di analisi.

Maggiori info al sito dell’editore

https://www.novapublishers.com/catalog/product_info.php?products_id=28680