L’atleta naturale: gli oli essenziali come “performance enhancers”

montagne_simoRicordo un convegno al Sana (salone internazionale del biologico e del naturale) a cui assistetti nel 2008, in particolare mi colpì un intervento intitolato “Aromaterapia: recenti acquisizioni della ricerca scientifica” a cura del Prof. Gerhard Buchbauer (Capo del Dipartimento di Farmacia clinica e Diagnostica dell’Università di Vienna, Austria) in cui venivano mostrati elettroencefalogrammi umani nei quali si evidenziava l’incremento di attività di alcune aree cerebrali dopo l’inalazione di determinati oli essenziali. Approfondendo l’argomento trovai effettivamente riscontri bibliografici di come certe essenze potessero incrementare le funzioni cognitive e attenuare i dolori (ad esempio la menta piperita [1]), attivare la circolazione sanguigna agevolando lo smaltimento dell’acido lattico (ad esempio canfora e rosmarino [2]) o svolgere una potente attività antiossidante e anti infiammatoria (ad esempio Tea Tree, limone e timo [3]). Mi apparve chiaro che ogni olio essenziale presenta particolari proprietà terapeutiche ed è quindi in grado di provocare effetti diversi quando inalato o applicato sulla pelle. In effetti gli oli essenziali possono svolgere un’azione terapeutica seguendo 3 distinte vie:
1.    Farmacologica – causando veri e propri cambiamenti biochimici a livello cellulare
2.    Fisiologica – agendo su specifici sistemi corporei
3.    Psicologica – stimolando una risposta olfattiva
Nei primi due casi i compoenti degli oli essenziali penetrano attraverso l’epidermide [4] (o vengono assorbiti attraverso l’apparato digerente o quello respiratorio) ed entrano nel circolo sanguigno raggiungendo organi e cellule, nel terzo caso la via d’accesso è la cavità nasale  .
ciclismoNello stesso anno cominciai ad intensificare la mia attività sportiva in ambito ciclistico e cercai di capire se in seguito all’utilizzo di oli essenziali avrei potuto ottenere benefici e migliorare le mie performance. Per esempio, esiste un’influenza “psico-aromatica” sugli atleti? Se è riconosciuto che lo stato mentale di un atleta ha una profonda influenza sulla prestazione (basti pensare che ascoltare musica con player musicali come l’i-Pod  è vietato nelle maratone competitive poiché considerato “doping emotivo”), già il solo fatto di inalare un determinato olio essenziale o una miscela di essi in grado di stimolare le capacità cognitive può dare un prezioso contributo  al raggiungimento di un buon risultato sportivo.
Per un atleta che svolge attività aerobica di endurance come un maratoneta o un ciclista, uno degli aspetti più importanti da considerare è rappresentato dal danno muscolare associato alla produzione di acido lattico (crampi) [2] e al danno ossidativo provocato dalla produzione di radicali liberi durante lo sforzo prolungato. Quest’ultimo fenomeno è efficacemente contrastato dagli antiossidanti che rappresentano un potente mezzo per proteggere le cellule e l’organismo dagli effetti dannosi dei radicali liberi (invecchiamento tissutale, dolori muscolari).
Ricercatori della Tufts University di Boston, Massachusetts, hanno messo a punto un test di laboratorio (ORAC: Oxygen Radical Absorbance Capacity) per determinare la capacità di assorbimento di ossigeno radicale di diversi alimenti e sostanze naturali  che è diventato uno dei metodi più diffusi per misurare la capacità antiossidante. Da questo test è scaturito che il potere antiossidante degli oli essenziali è addirittura superiore a quello di molecole e/o alimenti ritenuti gli antiossidanti per eccellenza [5]  (Vitamina E, succo di arancia, succo di limone, ecc.). Inoltre gli oli essenziali puri, ottenuti in modo naturale, sono molto più potenti ed efficaci dei loro singoli costituenti (naturali o sintetici). Per esempio, il potere antisettico dell’olio di eucalipto nella sua forma non adulterata risulta nettamente superiore rispetto a quello del suo principale costituente, l’eucaliptolo [6] .
trainingQuindi, da evidenze sperimentali si capisce quanto gli oli essenziali siano preziosi per un atleta che voglia incrementare le proprie performance in modo del tutto naturale,  io personalmente ho trovato nell’Olio Strongful® della linea BeC un valido partner nel pre e post-allenamento quotidiano divenuto oramai irrinunciabile poiché i numerosi oli essenziali che lo compongono sono stati scientificamente scelti e dosati per ottenere una “sinergia vincente”.

Oltre all’Olio Strongful anche l’integratore PerforMax è indicato per chi svolge attività aerobica di resistenza come un maratoneta. Olio Strongful e PerforMax rappresentano strumenti validi a fronteggiare lo scompenso muscolare associato ai crampi e allo stress ossidativo provocato dalla produzione di radicali liberi durante uno sforzo prolungato. Quest’ultimo fenomeno è efficacemente contrastato dagli antiossidanti di cui sono ricchi entrambi i nostri prodotti accanto ai preziosi oli essenziali.

Scopri tutte le informazioni su Olio Strongful e PerforMax sul sito BeC.

 

[1] Fox M., Krueger E., Putterman L., Schroeder R. The Effect of Peppermint on Memory Performance.  Physiology 435, Spring 2012
[2] Diego MA, Jones NA, Field T, Hernandez-Reif M, Schanberg S, Kuhn C, McAdam V, Galamaga R, Galamaga M. Aromatherapy positively affects mood, EEG patterns of alertness and math computations Int J Neurosci. 1998 217-24.
[3] Ali B., Ali Al-Wabel N., Shams S., Ahamad A., Alam Khan S., Anwar F.. Essential oils used in aromatherapy: A systemic review.  Asian Pac J Trop Biomed 2015; 5(8): 601–611
[4] Gabbanini S., Lucchi E., Carli M., Berlini E. , Minghetti A., Valgimigli L.. In vitro evaluation of the permeation through reconstructed human epidermis of essentials oils from cosmetic formulations J Pharm Biomed Anal. 2009 Oct 15;50(3):370-6
[5] Bentayeb K, Vera P, Rubio C, Nerín C. The additive properties of Oxygen Radical Absorbance Capacity (ORAC) assay: the case of essential oils. Food Chem. 2014 Apr 1;148:204-8.
[6] Tadtong S, Puengseangdee C, Prasertthanawut S, Hongratanaworakit T. Antimicrobial Constituents and Effects of Blended Eucalyptus, Rosemary, Patchouli, Pine, and Cajuput Essential Oils.Nat Prod Commun. 2016; 11, 267-70

Purezza degli attivi: efficacia e sicurezza

Sempre più spesso mi imbatto in pagine web di aziende del settore cosmetico in cui si eleva alla potenza l’importanza della purezza degli estratti vegetali impiegati nelle formulazioni, correlandola direttamente all’efficacia. Quindi leggo affermazioni del tipo “…la nostra crema anti cellulite è la più efficace sul mercato, poichè l’estratto di Ginseng che utilizziamo è titolato al 10% a differenza della maggior parte dei competitors che utilizzano quello al 3%…”

glass-containers-1205652_1920Dunque, un po’ di chiarezza va fatta per 2 motivi:

  1. L’efficacia è correlata sia alla purezza dell’estratto che alla sua % inserita in formula
  2. Se il mio estratto è titolato al 60%, da cosa è costituito il restante 40%?

Il primo punto sottintende che posso usare anche un estratto puro al 100%, ma se poi in formula ne metto un decimo rispetto ai competitors che usano un estratto al 50%, ho comunque un prodotto finito potenzialmente meno efficace. Quindi, ciò che realmente influenza l’efficacia, è il contenuto finale di attivo nella formulazione.

L’aspetto evidenziato al secondo punto è  a mio avviso molto più importante poiché strettamente correlato alla sicurezza del prodotto cosmetico. Ovvero, un estratto vegetale a basso titolo conterrà sicuramente maggiori % di solventi di estrazione e/o di componenti non dichiarati rispetto ad uno a titolo più elevato, cioè più puro.

Nella cosmetica moderna, dove il confine con il settore farmaceutico è sempre più ambiguo (già da anni si parla di cosmeceutica proprio a sottolineare questa tendenza), non solo gli attivi concorrono all’efficacia, ma anche gli ingredienti tecnico-funzionali, quelli che in campo farmaceutico vengono definiti eccipienti, svolgono un ruolo importante a vari livelli. Per esempio è dimostrato da studi condotti presso i laboratori BeC e pubblicati su riviste a forte impatto scientifico[1-4], che gli oli essenziali e determinati acidi grassi liberi e/o contenuti in oli vegetali, funzionano da enhancers, ovvero promotori, per l’assorbimento percutaneo di alcune vitamine idro- e liposolubili attive a livello dermico.

Quindi, tornando alla purezza degli ingredienti, va da sé che l’utilizzo di estratti ad alto titolo, e comunque materie prime ad elevata purezza, lascia meno spazio fisico in formula a componenti sconosciuti e potenzialmente dannosi (additivi, plastificanti, solventi, coloranti, ecc.) che, alla stregua degli attivi di cui si vuole favorire l’assorbimento, possono penetrare a livello cutaneo.

Concludo quindi, sottolineando l’importanza della purezza e della qualità degli estratti, degli oli e dei principi attivi naturali usati nelle formulazioni cosmetiche al fine di garantirne efficacia e sicurezza d’uso, ma senza lasciarsi affascinare troppo da slogan ambigui nel significato.

[1] S. Gabbanini, E. Lucchi, M. Carli, E. Berlini, A. Minghetti, L. Valgimigli, In vitro evaluation of the permeation through reconstructed human epidermis of essentials oils from cosmetic formulations, J. Pharm. Biomed. Anal. 50 (2009) 370–376.
[2] S. Gabbanini, R. Matera,  C. Beltramini, A. Minghetti, L. Valgimigli. Analysis of in vitro release through reconstructed human epidermis and synthetic membranes of multi-vitamins from cosmetic formulations J. Pharm. Biomed. Anal. 52 (2010) 461– 467.
[3] L. Valgimigli, S. Gabbanini, G. Arniani, E. Lucchi. Influence of the lipid-phase composition on the trans-epidermal transfer of vitamin B6 from O/W emulsions. HPC Today, 2013, 8, 24-27.
[4] L. Valgimigli, S. Gabbanini, E. Berlini, E. Lucchi, C. Beltramini and Y.L. Bertarelli. Lemon (Citrus limon, Burm.f.) essential oil enhances the trans-epidermal release of lipid- (A, E) and water- (B6, C) soluble vitamins from topical emulsions in reconstructed human epidermis, International Journal of Cosmetic Science, 34 (2012) 347–356.

L’analisi dei profumi in BeC: non solo oli essenziali

Agli esperti di marketing in campo cosmetico è ben noto che le fragranze, gli oli essenziali e i profumi che ne derivano, giocano un ruolo centrale nel motivare il consumatore all’acquisto di un determinato prodotto; d’altronde, la “memoria olfattiva” è un meccanismo inconscio che condiziona i processi d’apprendimento ed è capace di sollecitare tutti gli altri sensi. Se è vero che fino alla seconda rivoluzione industriale (1870) i profumi venivano rigorosamente confezionati a partire da oli essenziali o estratti naturali (animali e/o vegetali), con l’improvvisa disponibilità sul mercato di molecole sintetiche si cominciò, per motivi economici e di facilità formulativa, a far uso sempre più frequente di queste ultime a scapito delle prime. Al giorno d’oggi le industrie profumiere impiegano per la maggior parte molecole artificiali e natural‑identiche poiché permettono di definire in modo netto un determinato aroma o la fragranza desiderata; queste possono poi essere, a volte, utilizzate in miscela con oli essenziali naturali, per ottenere fragranze più sofisticate.

oli_essenzialiPoiché l’industria profumiera tutela le proprie formule ricorrendo a costosi brevetti, la legislazione permette di indicare i profumi nell’etichetta dei cosmetici che li contengono con la semplice dicitura “Fragrance/Parfum” nella lista (INCI) degli ingredienti, senza specificare al consumatore (o all’addetto ai lavori) la composizione chimica. Questa concessione, se da un lato tutela la proprietà intellettuale del profumiere, dall’altro permette, a conti fatti, di omettere nella lista degli ingredienti alcune sostanze regolamentate o vietate, come determinati tipi di conservanti, coloranti e filtri solari, a scapito della sicurezza del consumatore. Proprio per tutelare maggiormente il consumatore, la Direttiva 2003/15/CE del Parlamento Europeo, ha individuato 26 sostanze allergizzanti, presenti prevalentemente nei profumi, che, se rilevate sopra determinate concentrazioni nel prodotto cosmetico finito, vanno tassativamente indicate in etichetta. Inoltre, l’adozione del nuovo regolamento europeo (CE) n.1223/2009 ha reso obbligatoria, per ogni prodotto cosmetico, inclusi i profumi, se immessi sul mercato della Comunità Europea, la sostituzione del vecchio “Dossier tecnico” (Direttiva 76/768/CEE in abrogazione) con un nuovo documento maggiormente strutturato che prende il nome di Product Information File (PIF), in italiano “Documentazione Informativa sul Prodotto“, che deve riportare anche dati tossicologici sugli ingredienti.

Da queste considerazioni scaturisce l’importanza di operare un serio controllo qualitativo su aromi, profumi ed essenze e spiega le motivazioni che spingono un numero crescente di produttori e distributori del settore a rivolgersi ai laboratori BeC per testare i loro prodotti allo scopo di certificarne la qualità ed ottenere le informazioni necessarie per redigere i PIF.

Le principali analisi effettuate dai laboratori BeC su profumi ed essenze sono:

  • Analisi qualitativa e quantitativa dei componenti in gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa (GC-MS)
  • Analisi quali-quantitativa GC-MS degli allergeni (secondo Direttiva 2003/15/CE)
  • Analisi Spettrofotometrica UV-VIS del colore
  • Determinazione dell’indice di rifrazione
  • Stabilità ai fini della valutazione del PAO (period after opening)
  • Invecchiamento accelerato con analisi quali-quantitativa GC-MS

Grazie a questo servizio, i laboratori BeC possono mettere la ultra-trentennale esperienza nel campo degli oli essenziali ancora di più al servizio del consumatore, tutelandone la salute e la sicurezza.