Come riconoscere un cosmetico naturale? Analizziamo l’INCI !

Un consumatore esigente richiede sempre più spesso che un cosmetico rispecchi i requisiti di “naturalità”. Generalmente i cosmetici naturali contengono ingredienti di origine vegetale mentre non prevedono sostanze come siliconi, petrolati, oli minerali, polimeri e conservanti di sintesi. Ma come facciamo ad andare a fondo nella lista di ingredienti? L’analisi degli ingredienti o meglio della INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) non è proprio di dominio pubblico ma rimane sempre la risposta ai nostri interrogativi.

In questo articolo vi diamo qualche consiglio per saper leggere un’etichetta di un prodotto cosmetico specie se vogliamo distinguere un prodotto tradizionale da uno naturale o ancora di più biologico. Perciò vi proponiamo uno stralcio di un’interessante intervista propostaci dalla cosmetologa Mara Alvaro di Cosmesidoc in cui chiariamo alcuni quesiti importanti:

Quali sono le indicazioni utili in etichetta che consentono di capire se un cosmetico contiene sostanze di origine naturale o meno?

Tutti gli ingredienti naturali (cere, oli vegetali, estratti botanici, oli essenziali) sono descritti con il nome scientifico in latino e dalla dicitura inglese tra parentesi: per esempio Citrus medica limonum (Lemon) Peel Oil rappresenta l’olio essenziale di Limone così come gli oli vegetali più diffusi sono facilmente riconoscibili soprattutto dal nome inglese per es. Almond, Jojoba, Avocado, Sunflower etc.
I prodotti strutturali di un cosmetico (tensioattivi, emulsionanti, etc) di derivazione naturale sono descritti generalmente da elementi che rimandano ai prodotti naturali da cui provengono (per es. coco-glucoside derivati tra glucosio e olio di cocco, glyceryl stearate citrate: derivati glicerici tra acido stearico e citrico ecc).
I tensioattivi di derivazione petrolchimica invece, sono per esempio i famosi SLES e SLS cioè prodotti solfati come il Sodium laureth sulfate (riconoscibile dal suffisso –eth che indica una reazione chimica di etossilazione) o non etossilati come Sodium lauryl sulfate.
I modificatori reologici di origine naturale più comuni sono gomme xantane, carragenine, cellulose di derivazione naturale, identificabili in INCI dalle diciture Xanthan gum, Carrageenan, Cellulose e così via, che sostituiscono i più diversi polimeri a base di acrilati come acrylates copolymer usati in formulazioni non naturali.
Negli shampoo, bagnoschiuma e detergenti green sono assenti i siliconi identificabili da diciture in INCI dai suffissi -thicone, -xiloxane, per esempio cyclopentasiloxane, dimethicone. Ingredienti di origine da petrolati come oli minerali, paraffina (paraffinum liquidum) sono assenti nella cosmesi naturale e non dovrebbero essere presenti in formulazioni green.
Conservanti di sintesi, cessori di formaldeide (per es. Methylisothiazolinone, Imidazolidinyl urea) e parabeni (Methylparaben e simili) dovrebbero generalmente assenti nelle formule cosmetiche naturali, dove invece sono utilizzati conservanti come Potassium Sorbate e Sodium Benzoate, Benzyl Alcohol: prodotti di sintesi, ma ammessi dagli enti certificatori del prodotto biologico e naturale.
Molti ingredienti possono inoltre avere una derivazione sia sintetica che naturale. La presenza in formula di un derivato di origine naturale può essere accuratamente evidenziata in INCI poiché ottenute con metodiche di produzione più green. Si noti la dicitura pentylene glycol di origine naturale.

A volte in etichetta si legge “Cosmetico 100% naturale”. È possibile avere un cosmetico con tali caratteristiche?

I cosmetici naturali sono miscele complesse di materie prime naturali in genere rielaborate, ma pochi prodotti possono realmente essere formulati al 100% con ingredienti interamente vegetali se si escludono alcuni oli da massaggio e oli per il corpo. Ma la cosmesi naturale non si ferma agli oli! Le diverse tipologie di cosmetici naturali includono creme, lozioni, gel, sieri e detergenti.
Gran parte delle materie prime strutturali di questi prodotti (per es. emulsionanti, tensioattivi, modificatori reologici, ecc.) sono sostanze ottenute da modificazione fisica o chimica. Le normative europee in materia di produzioni cosmetiche naturali ammettono una serie di ingredienti che hanno diverse specifiche in termini di “naturalità”. Distinguiamo per brevità tre classi di ingredienti ammessi nella cosmesi naturale:
1) Gli ingredienti naturali sono sostanze di origine vegetale, inorganica e le loro miscele ottenute e lavorate con procedure di estrazione fisica.
2) Sostanze natural-identiche che si ritrovano in Natura, ma sintetizzate con semplici metodi di trasformazione.
3) Le sostanze natural-simili di derivazione naturale sono modificate con processi chimici che non lasciano scarti e contaminanti tossici.
Tutti i prodotti cosmetici (non solo quelli naturali) sono conformi alle normative europee. L’associazione nazionale delle imprese cosmetiche Cosmetica Italia, fornisce informazioni utili per una tutela della salute dei consumatori. Inoltre, il sito ABC cosmetici – sviluppato per una maggiore consapevolezza del mondo della cosmesi – fornisce utili informazioni a riguardo e lo caldeggiamo spesso in caso di dubbi o domande.

A titolo di esempio qui viene analizzata l’INCI della nostra crema corpo SiluÈ che è tra i nostri cosmetici formulati con i più alti requisiti di naturalità e ne evidenziamo i gruppi di ingredienti naturali.

Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di un cosmetico naturale? Qual è il valore aggiunto rispetto ai cosmetici non naturali?

La sfida più vincolante nella produzione di cosmetici naturali è la scelta delle materie prime che soddisfino i requisiti di naturalità appena descritti con l’obiettivo di poter offrire prodotti di ottima qualità, efficaci, sicuri e che siano soddisfacenti dal punto di vista sensoriale.

La scelta di prodotti giusti per la pelle è molto importante dato l’uso considerevole di cosmetici e detergenti che facciamo ogni giorno. Generalmente si stima che tra tutti i prodotti di beauty care e make-up ogni persona utilizzi in media 10 prodotti diversi nell’arco della giornata.
Se consideriamo l’elevata capacità di assorbimento della nostra pelle – l’organo più esteso del nostro corpo – non è difficile capire che un contatto prolungato negli anni a contaminanti e sensibilizzanti esterni negli anni debba essere per lo meno limitato. Essere attenti e consapevoli su ciò che si acquista per evitare di entrare in contatto con sostanze chimiche potenzialmente dannose e nocive, come ad esempio i parabeni e petrolati, può fare la differenza! Inoltre, la cosmesi naturale utilizza ingredienti di derivazione vegetale e inorganica e limita al minimo l’eventualità di essere a contatto con inquinanti e contaminanti tossici visti i processi chimici eco-sostenibili con cui sono fabbricati!
Uno dei valori aggiunti rispetto alla cosmesi classica risiede nel fatto che la scelta di un cosmetico naturale risponde ad una maggiore sensibilità e consapevolezza etica nei confronti delle tematiche ambientali.

BeC riceve il premio VALU-CERT per la linea ecobio Terra Biocare

img_3075Il 25 novembre 2016, presso la Mostra d’Oltremare a Napoli nell’ambito del IX PHARMEXPO, – la manifestazione dedicata all’industria farmaceutica e ai prodotti della salute – si è svolta la cerimonia di consegna dei Premi FARMAFFARI XII edizione 2016 alle aziende che si sono distinte per la comunicazione del proprio marchio e del Premio “VALU-CERT: il valore della certificazione” riservato alle aziende certificate nella cosmesi ecobio che meglio comunicano ai propri clienti l’importanza di essere certificati. Nato nel 2005, il Premio Marketing FARMAFFARI, premia i migliori messaggi pubblicitari nel settore della salute e gode di numerosi ed importanti patrocini, tra cui AEREC – Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, ASSOGENERICI, ENPAF, UNICOM, AIMF, ANCTF, FEDERLAZIO. Il convegno organizzato dallo Studio SviMM a cura del Dr Mariano Marotta (direttore dello Studio SviMM – Sviluppo e Marketing) ha mostrato la tendenza delle aziende cosmetiche ad acquisire certificazioni volte a testimoniare un particolare impegno per il rispetto del consumatore e dell’ambiente.

Come azienda impegnata nella cosmesi ecobio, BeC ha ricevuto il premio “VALU-CERT: il valore della certificazione” per essersi impegnata attivamente nella divulgazione dell’importanza della certificazione Ecocert scelta per la propria linea di cosmetici ecobio Terra Biocare”. A ritirare il premio la nostra Dr.ssa Oriana Chinni, responsabile della R&D cosmesi, a cui è stata donata anche una litografia del Maestro Massimo Pennacchini e il volume “L’esperto in affari regolatori”.

img_2382La missione ecobio di BeC  prosegue con Terra Biocare:

In BeC abbiamo scelto di affidare la certificazione dei nostri prodotti biologici Terra biocare ad Ecocert Greenlife, un organismo internazionale che si occupa di promuovere e sviluppare un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.
I principi di base dello standard Ecocert prevedono che il prodotto cosmetico “amico dell’ambiente” utilizzi ingredienti provenienti da fonti rinnovabili e sia prodotto con processi eco-compatibili. I requisiti di base per i cosmetici approvati dal disciplinare Ecocert sono l’assenza di OGM (organismi geneticamente modificati), di conservanti di sintesi, di nanoparticelle,  siliconi, polimeri PEG, profumi sintetici e coloranti oltre ad ingredienti di origine animale. L’etichetta ORGANIC COSMETICS di Ecocert sui nostri cosmetici Terra biocare assicura che il prodotto cosmetico contenga almeno il 95 % di ingredienti di origine naturale; inoltre, almeno il 95% di tutto ciò che è di origine vegetale (e comunque non meno del 10% del totale) provenga da agricoltura biologica. Terra biocare: prodotti efficaci e rispettosi dell’ambiente in una simbiosi armonica tra uomo e ambiente.

L’analisi dei profumi in BeC: non solo oli essenziali

Agli esperti di marketing in campo cosmetico è ben noto che le fragranze, gli oli essenziali e i profumi che ne derivano, giocano un ruolo centrale nel motivare il consumatore all’acquisto di un determinato prodotto; d’altronde, la “memoria olfattiva” è un meccanismo inconscio che condiziona i processi d’apprendimento ed è capace di sollecitare tutti gli altri sensi. Se è vero che fino alla seconda rivoluzione industriale (1870) i profumi venivano rigorosamente confezionati a partire da oli essenziali o estratti naturali (animali e/o vegetali), con l’improvvisa disponibilità sul mercato di molecole sintetiche si cominciò, per motivi economici e di facilità formulativa, a far uso sempre più frequente di queste ultime a scapito delle prime. Al giorno d’oggi le industrie profumiere impiegano per la maggior parte molecole artificiali e natural‑identiche poiché permettono di definire in modo netto un determinato aroma o la fragranza desiderata; queste possono poi essere, a volte, utilizzate in miscela con oli essenziali naturali, per ottenere fragranze più sofisticate.

oli_essenzialiPoiché l’industria profumiera tutela le proprie formule ricorrendo a costosi brevetti, la legislazione permette di indicare i profumi nell’etichetta dei cosmetici che li contengono con la semplice dicitura “Fragrance/Parfum” nella lista (INCI) degli ingredienti, senza specificare al consumatore (o all’addetto ai lavori) la composizione chimica. Questa concessione, se da un lato tutela la proprietà intellettuale del profumiere, dall’altro permette, a conti fatti, di omettere nella lista degli ingredienti alcune sostanze regolamentate o vietate, come determinati tipi di conservanti, coloranti e filtri solari, a scapito della sicurezza del consumatore. Proprio per tutelare maggiormente il consumatore, la Direttiva 2003/15/CE del Parlamento Europeo, ha individuato 26 sostanze allergizzanti, presenti prevalentemente nei profumi, che, se rilevate sopra determinate concentrazioni nel prodotto cosmetico finito, vanno tassativamente indicate in etichetta. Inoltre, l’adozione del nuovo regolamento europeo (CE) n.1223/2009 ha reso obbligatoria, per ogni prodotto cosmetico, inclusi i profumi, se immessi sul mercato della Comunità Europea, la sostituzione del vecchio “Dossier tecnico” (Direttiva 76/768/CEE in abrogazione) con un nuovo documento maggiormente strutturato che prende il nome di Product Information File (PIF), in italiano “Documentazione Informativa sul Prodotto“, che deve riportare anche dati tossicologici sugli ingredienti.

Da queste considerazioni scaturisce l’importanza di operare un serio controllo qualitativo su aromi, profumi ed essenze e spiega le motivazioni che spingono un numero crescente di produttori e distributori del settore a rivolgersi ai laboratori BeC per testare i loro prodotti allo scopo di certificarne la qualità ed ottenere le informazioni necessarie per redigere i PIF.

Le principali analisi effettuate dai laboratori BeC su profumi ed essenze sono:

  • Analisi qualitativa e quantitativa dei componenti in gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa (GC-MS)
  • Analisi quali-quantitativa GC-MS degli allergeni (secondo Direttiva 2003/15/CE)
  • Analisi Spettrofotometrica UV-VIS del colore
  • Determinazione dell’indice di rifrazione
  • Stabilità ai fini della valutazione del PAO (period after opening)
  • Invecchiamento accelerato con analisi quali-quantitativa GC-MS

Grazie a questo servizio, i laboratori BeC possono mettere la ultra-trentennale esperienza nel campo degli oli essenziali ancora di più al servizio del consumatore, tutelandone la salute e la sicurezza.