Pronti per una tintarella sana e consapevole? Conosciamo meglio i filtri solari…

solariUna bella giornata di sole a volte può cambiare in meglio il nostro umore, ci permette di affrontare al meglio la routine quotidiana godendo dei benefici all’aria aperta: una giornata solare ci suggerisce pensieri positivi, energia, bellezza e salute. È opportuno però conoscere tutte le implicazioni del sole per trarne tutti i benefici evitando alcuni rischi connessi alla sovraesposizione. Impariamo a conoscere bene la nostra fonte primaria di energia, perché una scorretta esposizione solare può causare non solo piccole scottature ma anche aumentare il rischio di sviluppare forme di tumore delle pelle.

La luce del sole è costituita da differenti bande a determinate lunghezza d’onda (λ) a cui corrispondono differenti energie, una piccola quota di questa energia è rappresentata dai raggi ultravioletti UV.

  • I raggi UVC (λ = 40 ÷ 286 nm) sono generalmente filtrati dall’ozono atmosferico e non raggiungono la terra.
  • I raggi UVB (λ = 286 ÷ 320 nm) stimolano la formazione di nuova melanina pur avendo bassa capacità di penetrazione, agiscono superficialmente a livello dell’epidermide e sono i principali artefici dell’abbronzatura. Sono molto energetici e possono danneggiare le cellule, provocando infiammazione e scottature.
  • I raggi UVA (λ = 320 ÷ 400 nm) rappresentano la maggior quota dei raggi UV, penetrano profondamente nella pelle e provocano danni ai tessuti sottostanti portando conseguentemente all’invecchiamento cellulare e concorrendo alla formazione di processi patologici. Donano un’abbronzatura rapida, sfruttando la melanina già sintetizzata.

I prodotti solari svolgono un ruolo chiave nel mantenere in sicurezza la nostra pelle. Rappresentano delle difese imprescindibili per la salute della pelle e contribuiscono a proteggere efficacemente dal sole. Le direttive comunitarie messe a punto dalla Commissione Europea fin da settembre 2006 specificano che una perfetta protezione solare debba schermare efficacemente dalle radiazioni UVA e UVB e obbliga le aziende produttrici ad esporre etichette chiare su prodotti riguardo efficacia e claims dei prodotti solari. Come azienda cosmetica, BeC ha lavorato a fondo per assicurare le migliori performance per i suoi prodotti solari con il valore aggiunto di abbinare oli essenziali e attivi emollienti, idratanti e antiossidanti, che assolvono al ruolo chiave di una protezione solare a tutto tondo, lenendo gli eventuali eritemi e impedendo il foto-invecchiamento cutaneo, oltre a filtrare i raggi UV.

Conosciamo meglio quali sono i filtri solari autorizzati in EU in ambito cosmetico in accordo al Regolamento (EC) No 1223/2009 del Parlamento e del Consiglio Europeo del 30 Novembre 2009 sui prodotti cosmetici:

  1. Derivati dell’acido para-amminobenzoico (PABA), filtrano i raggi UVB con picchi di assorbimento tra 285 e 310 nm
  2. Cinnamati (p.es. ethylhexyl methoxycinnamate) sono capaci di proteggere dai raggi UVB oltre a funzionare come quencher (o spegnitori) di molecole eccitate dalla radiazione solare. Hanno massimi di assorbimento attorno ai 310 nm
  3. Derivati della benzilidencanfora, filtrano i raggi UVB e sono anch’essi quencher
  4. Derivati del dibenzoilmetano, utili nell’assorbire i raggi UVA
  5. Benzofenoni, assorbono negli spettri UVA e UVB
  6. Salicilati, sono dotati  di un  discreto  potere  assorbente  nell’ambito  degli UVB, con picchi di massimo assorbimento attorno a 305 nm.
  7. Triazine, p. es. Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine, un ottimo filtro fotostabile ad ampio spettro UVA e UVB.
  8. difenilcianoacrilati, p. es. Octocrylene: un filtro ad ampio spettro UVA e UVB.
  9. Titanio biossido e Zinco ossido, rappresentano i filtri fisici caratterizzati da un elevato potere  coprente,  riflettente  e  disperdente  delle  radiazioni solari.

Tutti prodotti solari di BeC sono basati sulla combinazione dei migliori filtri fotostabili chimici e fisici per coprire al meglio lo spettro UV.

La particolare formulazione e l’efficacia rigorosamente testata sull’uomo assicurano un’abbronzatura omogenea in totale sicurezza. Per garantire questo, i filtri impiegati nelle Creme solari (SPF 6, 15 , 30 e 50+) coprono una protezione opportuna a seconda del proprio fototipo. Particolare attenzione è posta alla finissima e omogenea dispersione dei filtri nella formula, per ottenere un’abbronzatura straordinariamente uniforme e maggior sicurezza nella protezione. La qualità degli ingredienti, principalmente di origine naturale (100% naturale nella SPF6), ne fa dei prodotti altamente dermocompatibili e adatti anche alle pelli più delicate.

Ma come dicevamo, nei solari BeC non ci sono solo i filtri solari! Ci sono componenti naturali che stimolano la melanogenesi (ATP, tirosina e riboflavina – vit. B2), rendendo l’abbronzatura più intensa e rapida in modo naturale, aiutando cioè la pelle ad autoproteggersi dal sole. Le formule dei prodotti solari BeC sono anche ricche di principi naturali nutrienti, idratanti, emollienti ed anti-age che nutrono la pelle e aiutano a ripristinare o mantenere l’idratazione e l’elasticità fisiologica della pelle. L’uso quotidiano dei prodotti solari BeC, non solo evita i danni causati dall’esposizione al sole, ma aumenta significativamente l’idratazione ed l’elasticità della pelle rispetto ai valori di partenza!
La Vitamina E naturale presente in tutti i prodotti della Linea Solare aiuta a contrastare la formazione delle rughe e l’invecchiamento cutaneo precoce, oltre a bloccare l’azione dei radicali liberi, coinvolti nei processi infiammatori associati all’esposizione al sole.
I prodotti solari BeC svolgono questa azione preventiva, in particolare l’olio Huile SolÈ® che ne è straordinariamente ricco. I test clinici hanno evidenziato che l’uso quotidiano riduce le rughe preesistenti in media del 12% in una sola settimana di trattamento! E’ un risultato unico!!!

I prodotti solari BeC sono stati formulati per trarre beneficio dalla radiazione solare, riducendo i rischi di effetti collaterali come allergie, foto-sensibilizzazione e invecchiamento cutaneo. Al fine di proteggere la cute dalle radiazioni dannose l’utilizzo delle nostre selezionate formulazioni solari stimola le naturali difese della pelle al sole e garantisce un’abbronzatura intensa e profonda, mantiene la pelle idratata, elastica e levigata, aiutando a lenire le irritazioni e a prevenire l’invecchiamento cutaneo causato dai radicali liberi.

Approfitta di tutti i benefici di una sana tintarella senza rinunciare ad un’ottima protezione solare!

 

Come concludere al meglio la tua giornata al sole? Dalla Natura tre rimedi pensati per te

L’estate è arrivata! E con lei la voglia di sfuggire dal caldo afoso della città per trovare refrigerio in riva al mare, al lago o in piscina. Ricordiamo che occorre prestare particolarmente attenzione alle scottature, soprattutto durante le prime giornate di sole, evitando di esporsi nelle ore più calde della giornata e proteggendo la pelle con opportuni filtri solari. Ma come occorre curare il corpo dopo una giornata dedicata alla tintarella? Quali sono gli accorgimenti da adottare?

protezionesolareDal punto di vista generale, dopo una giornata trascorsa al sole, risulta necessario ripristinare l’equilibrio dell’epidermide e contrastare la produzione di radicali liberi, che aumenta con l’esposizione al sole. È bene, quindi, reintegrare innanzitutto i liquidi persi, bevendo una maggiore quantità di acqua oppure un gustoso estratto di frutta vitaminico. Per quanto riguarda la dieta, infatti, è bene assumere le giuste quantità di vitamina A, C ed E, dotate di potere antiossidante e ricostituire, grazie ad una cena leggera e salutare, tutte le riserve di minerali e vitamine persi sotto il sole.

Può capitare, però, che dopo un’intera giornata trascorsa in spiaggia, la pelle risulti arrossata, nonostante l’applicazione della crema solare protettiva. Che cosa fare quindi? Un buon bagno doccia ricco di principi attivi ad azione lenitiva può ridurre il bruciore e alleviare quella fastidiosa sensazione di prurito, causato da sabbia, salsedine e (se non abbiamo applicato correttamente la crema solare protettiva) dall’insorgere di possibili eritemi e scottature. Detergere la pelle dopo la tintarella con il giusto prodotto è infatti molto importante, non solo per fissare l’abbronzatura, ma anche per aiutare la giusta idratazione della pelle. No, non fraintendiamo: l’idratazione della pelle non si ottiene con l’acqua della doccia, ma detergerla con i prodotti giusti può aiutare l’idratazione Scopriamo come:

Bagno Doccia di BeC è formulato nel completo rispetto di tutti i tipi di pelle, senza SLS, SLES, conservanti, coloranti e profumi artificiali. La peculiarità, però, è da ricercare nell’estratto di Malachite, che rende Bagno Doccia unico e affascinante. La Malachite era considerata una pietra sacra simbolo di creatività e cambiamento fin dall’antico Egitto, dove veniva utilizzata come polvere per truccare gli occhi grazie al suo colore verde-blu. Da sempre è, infatti, simbolo della figura femminile e in tutte le culture è associata ad una divinità. La sua importanza è legata al contenuto in rame, che ha un ruolo riconosciuto nella fisiologia della pelle in quanto stimola i fibroblasti a produrre collagene ed elastina. Studi effettuati dimostrano che svolge, inoltre, un’importante azione antiossidante, complementare a quella delle vitamine C ed E, stimolando il naturale meccanismo di difesa delle cellule.

doposoleVersato sotto il getto d’acqua, Bagno Doccia di BeC sprigiona una sensuale fragranza naturale che trasforma il bagno in una rilassante parentesi di benessere, avvolgendo la pelle con una ricca schiuma e lasciando una piacevole e rigenerante sensazione di pulito. Quella profumazione è dovuta agli oli essenziali, che aiuteranno la vostra pelle  a “rigenerarsi” e proteggersi. Infatti, la raffinata miscela di oli essenziali, tra cui spicca la Cannella dall’azione stimolante e la Menta Piperita dall’azione decongestionante, dona quella sensazione di sollievo e benessere ideale al termine di una calda giornata al sole. Il giusto equilibrio tra tensioattivi non aggressivi, proteine vegetali dell’Avena ed Olio di Passiflora assicura un’igiene profonda, tonificando e idratando tutto il corpo. Grazie all’olio essenziale di Camomilla Romana e al Bisabololo, capaci di neutralizzare le irritazioni cutanee e ridurre i mediatori coinvolti nella risposta infiammatoria, Bagno Doccia è particolarmente indicato per pelli sensibili. Infine vi è il succo di Aloe, che contiene fitocomponenti  antinfiammatori, che, insieme alla Vitamina E antiossidante, contribuiscono all’azione lenitiva necessaria a calmare la pelle “stressata” dall’esposizione al sole.

Se poi siete amanti dell’ “effetto ghiaccio”, vi consiglio di provare Idrobagno I.U. di BeC: poche gocce versate nella vasca da bagno o sulla spugna sotto la doccia vi doneranno quella sferzata di freschezza rigenerante che cercate, insieme ad un’azione altamente defaticante e dermopurificante.

Dopo una doccia fresca e ristoratrice, il consiglio è poi quello di applicare sempre un doposole specifico, massaggiando delicatamente fino a completo assorbimento. La Crema fluida doposole di BeC ristabilisce l’equilibrio fisiologico della pelle, in particolare di quella secca e disidratata, ripristinando l’idratazione cutanea, sin dalla prima applicazione, grazie agli oli di Avocado, Jojoba e Oliva, ad azione nutriente ed emolliente. All’azione idratante ed elasticizzante contribuiscono anche gli zuccheri naturali Saccharide Isomerate e Ribosio, oltre all’acido Ialuronico vegetale. L’efficacia lenitiva e disarrossante, testata nei nostri laboratori, è invece garantita dalla presenza dell’Olio di Iperico, conosciuto per le sue capacità cicatrizzanti, insieme agli estratti vegetali di Aloe, Malva e Calendula ad azione antinfiammatoria che leniscono rapidamente le irritazioni e donano immediato sollievo. La texture leggera e di rapido assorbimento, accompagnata dalla fragranza 100% naturale, renderà la vostra pelle morbida e luminosa.

Se volete davvero essere sicure/i di concludere al meglio la vostra giornata al sole bastano davvero pochi, ma fondamentali accorgimenti. Seguite i nostri consigli e coccolate il vostro corpo dopo l’esposizione al sole con i prodotti BeC: l’abbronzatura così faticosamente conquistata sarà protetta e vi sentirete rilassate/i e irresistibili.

Danni alla pelle causati da filtri solari “sbagliati”: il fenomeno della fotosensibilizzazione

 creme solari becCome abbiamo visto nel post precedente, molti filtri solari, nell’assorbire la radiazione solare, ne sono a loro volta danneggiati. La scarsa fotostabilità di tali filtri solari ha conseguenze importanti sull’efficacia e la sicurezza delle formulazioni solari che le contengono. Nella precedente discussione abbiamo visto come questo causi una diminuzione del fattore di protezione nel tempo. Ci sono però altre interazioni dei filtri solari col sole che hanno conseguenze anche più gravi per la nostra salute. Ne discuteremo in questo post.

La radiazione solare contiene energia sufficiente a danneggiare alcune molecole (M), comprese alcune molecole presenti nella nostra pelle, come esemplificato dall’equazione:

M + luce → frammento-A + frammento-B

I frammenti indicati come A e B dell’esempio sopra sono spesso radicali liberi che poi possono attaccare altre molecole danneggiandole o modificandole. Ad esempio, se questa reazione avviene sulla nostra pelle, si possono danneggiare le proteine di sostegno, come collagene ed elastina e contribuire alla formazione di rughe e al fotoinvecchiamento. Oppure si possono generare reazioni a catena che portano all’eritema, ad altri stati infiammatori o anche a mutazioni genetiche (cancro della pelle). I prodotti contenenti filtri solari dovrebbero proteggere la pelle da tutti questi danni e, normalmente, lo fanno diminuendo la quantità di luce UV che colpisce la nostra pelle, agendo cioè proprio da “filtri”. Ma ATTENZIONE !!! Non tutti i filtri solari sono amici della nostra pelle ed alcuni possono provocare danni più grossi di quelli che dovrebbero evitare. Come?

Riprendiamo l’esempio precedente. Affinché avvenga la reazione di M con la luce è necessario che la molecola M sia in grado, in primo luogo, di assorbire la luce a livello quantico, cioè che l’energia dei fotoni di luce che la colpiscono determini esattamente un salto quantico dei suoi livelli di energia. Spesso questo non è possibile e la molecola M sarebbe perfettamente “al sicuro”, se non fosse per la presenza di altre sostanze dette “fotosensibilizzatori”.

benzofenone

Il benzofenone e la famiglia dei principali derivati del benzofenone usati come filtri solari nei prodotti cosmetici e nella protezione dei manufatti. La comune struttura di base è evidenziata in blu.

Uno dei più importanti fotosensibilizzatori è il benzofenone (vedi Figura). Un fotosensibilizzatore (F) assorbe l’energia della luce “al posto della molecola M” e si eccita, cioè passa ad un livello quantico di energia superiore (F*), poi incontra la molecola M ed “urtandola” le cede l’energia che ha assorbito. In questo modo, l’energia della luce passa alla molecola M tramite il fotosensibilizzatore, ed il risultato è lo stesso che si avrebbe avuto se la molecola M fosse stata in grado di assorbire la luce direttamente.

F + luce  F*  

poi …

F* + M F + frammento-A + frammento-B

Questo processo è ben noto in fotochimica ed il benzofenone è uno dei principali fotosensibilizzatori utilizzati nei processi industriali per indurre reazioni fotochimiche. Il benzofenone però è anche “il capostipite” di numerosi e, purtroppo, molto comuni filtri solari usati nei prodotti cosmetici come fattori di protezione. I più importanti esempi sono illustrati nella figura. Filtri solari come il benzofenone-3 o il benzofenone-4 hanno struttura simile al benzofenone e sono dei potenti fotosensibilizzanti. Se la molecola M è una bio-molecola della nostra pelle, come il collagene, l’elastina, un enzima o il DNA, questa può venire danneggiata dall’esposizione alla luce in presenza di fotosensibilizzanti come i derivati del benzofenone, molto di più di quanto non sarebbero in sua assenza. In altre parole, certi filtri solari possono amplificare i danni alla nostra pelle prodotti dal sole o crearne di nuovi.

Di “benzofenoni” ce ne sono numerosi, tipicamente ne sono impiegati 12 tipi diversi indicati con i rispettivi numeri, ma i più comuni nei prodotti cosmetici e skin care sono elencati di seguito:

Benzofenone-1: 2,4-Dihydroxybenzophenone
Benzofenone-2: 2,2′,4,4′-Tetrahydroxybenzophenone
Benzofenone-3 (o oxybenzone): 2-Hydroxy-4-methoxybenzophenone
Benzofenone-4 (o sulisbenzone): 2-Hydroxy-4-methoxy-benzophenone-5-sulphonic acid
Benzofenone-5 (il sale sodico del sulisbenzone): Benzenesulfonic acid, 5-benzoyl-4-hydroxy-2-methoxy-, monosodium salt
Benzofenone-8 (o dioxybenzone): 2-Hydroxy-4-methoxyphenyl)-(2-hydroxyphenyl)methanone
Benzofenone-10 (o mexenone): 2-hydroxy-4-methoxy-4′-methyl-benzophenone
Benzofenone-11: è una miscela di benzofenone 2 e 6

Per questi motivi BeC nei propri prodotti solari non impiega derivati del benzofenone !!! BeC impiega solo filtri fisici nei prodotti a bassa protezione e una combinazione di filtri fisici e filtri chimici di nuova generazione altamente fotostabili nei prodotti a maggiore protezione. Qui maggiori informazioni sui solari BeC.

Quindi quando si sceglie un prodotto solare è importante fare attenzione all’etichetta e leggere la composizione, non fermarsi solo alla lettura del SPF!

Si sente spesso dire che non bisogna esporsi al sole dopo essersi dati profumi o altri prodotti, perché possono sorgere problemi di fotosensibilizzazione. Gli unici da usare sono i prodotti solari, ma attenzione a come li scegliamo, perché anche i prodotti solari potrebbero causare gli stessi problemi. Quindi, anche se non avete particolari problemi di sensibilità al sole e pensate che “tanto per voi va bene un prodotto qualsiasi…” pensateci bene e scegliete sempre prodotti di alta qualità, per evitare che i problemi ve li crei proprio il prodotto sbagliato!

Fotodegradazione dei filtri solari e i danni provocati alla pelle

soleAbbiamo discusso precedentemente il meccanismo di azione dei filtri solari, sottolineando che i filtri chimici assorbono l’energia solare per poi rilasciarla sotto forma di calore, possibilmente senza subire alterazioni dalla radiazione stessa. Possibilmente… ma è sempre così? Purtroppo no e abbiamo pensato di proporvi un approfondimento sulla fotostabilità dei filtri solari. È un aspetto di cui pochissimo si parla (chissà perché?), ma che ha importanti conseguenze sulla nostra salute.

Dopo aver assorbito l’energia solare i filtri chimici si trovano in uno stato quantico di energia più elevato, da questo stato possono succedere 3 cose:

  1. tornare allo stato energetico fondamentale perdendo energia come calore (spesso non percepibile) per assorbire nuova energia solare e ricominciare il ciclo;
  2. disperdere l’eccesso di energia frammentandosi, cioè degradandosi (per formare radicali liberi) o usare l’eccesso di energia per reagire con altre molecole (reazioni fotochimiche);
  3. trasferire per urto l’energia in eccesso ad un’altra molecola (fotosensibilizzatori). I filtri solari dovrebbero usare solo la prima strada, tuttavia non tutti i filtri sono uguali e, dopo diversi cicli di assorbimento-emissione capita che alcuni filtri meno fotostabili di altri prendano la seconda strada, cioè si foto-degradino (parleremo in un post successivo dei filtri che prendono la terza strada e si comportano da fotosensibilizzatori).

Se il filtro solare si degrada spesso produce radicali liberi e sostanze dannose e, se il filtro solare è assorbito in profondità nella nostra pelle, questi radicali liberi e sostanze dannose possono danneggiare proteine e DNA accelerando i processi di foto-invecchiamento della pelle. In una formulazione di elevata qualità questi danni possono essere prevenuti dalla presenza abbondante di antiossidanti (es. vitamina E) nella formula che bloccano tali radicali liberi prima che causino danni. Quindi nella scelta di una formulazione solare si cerchi sempre la massima qualità dopo un’attenta lettura dell’etichetta!

Ma c’è un altro aspetto da considerare: mano a mano che il filtro si degrada il fattore di protezione solare (cioè l’SPF- solar protection factor) del prodotto diminuisce.

fotodegradazione

Variazioni dello spettro di assorbimento UV-Vis di esempi di creme solari contenenti filtri UV dopo esposizione alla medesima “dose”di luce solare. Nella parte superiore è riportata una formulazione con filtri NON fotostabili ed è evidente la variazione dello spettro cioè la riduzione della capacità di “protezione” della formulazione. Nella parte inferiore è riportata una formula con filtri foto-stabili: come si vede l’esposizione al sole causa minime e trascurabili variazioni dello spettro che non pregiudicano la capacità di protezione della formulazione.

L’effetto di perdita dell’SPF durante l’esposizione al sole dipende dalla fotostabilità dei filtri solari: con filtri molto fotostabili il fenomeno ha importanza trascurabile, ma con filtri poco fotostabili, purtroppo molto comuni nei prodotti solari in commercio, il fenomeno può essere molto significativo, come illustrato nei grafici a fianco che mettono a confronto due formulazioni reali: un famoso prodotto commerciale (non chiedeteci quale) e la crema solare BeC SPF 15.

Molte persone pensano che i prodotti solari ”waterproof” che resistono per diversi minuti anche nuotando in acqua al mare garantiscano una protezione più sicura per l’intera giornata, perché il prodotto non viene lavato via. Dai grafici è chiaro che l’uso di prodotti solari waterproof, non garantisce affatto una protezione sicura per l’intera giornata. Va innanzitutto considerato se il filtro contenuto nel nostro prodotto solare è fotostabile!!! Inoltre, però, occorre tener presente che, anche se il filtro è fotostabile, durante una tipica giornata balneare, ci si asciuga con l’asciugamano, ci si cosparge di sabbia che si rimuove sfregandosi o lavandosi, si suda per il calore o per l’attività fisica (es. sport in spiaggia). Tutte queste operazioni finiscono col rimuovere comunque la crema dalla nostra pelle. Pertanto, una formulazione di alta qualità con filtri fotostabili è la scelta ideale per una protezione sicura, ma il consiglio che vale comunque è quello di ripetere più volte l’applicazione del prodotto nell’arco della giornata, sopratutto nel caso dei bambini.

I filtri solari, questi sconosciuti! Cosa sono e come funzionano?

I filtri solari sono sostanze, naturali o sintetiche che vengono inserite nelle formulazioni cosmetiche per proteggerle dai danni causati dalla radiazione solare. Nel caso dei cosmetici solari, sono responsabili del “fattore di protezione” o SPF (Solar Protection Factor), il cui valore indica quanto il prodotto solare proteggerà dal sole la nostra pelle, evitando eritemi ed altri danni come il foto-invecchiamento. Cosa sono e come agiscono i filtri solari? Il principio è semplicissimo: i filtri solari riducono la quantità di radiazione luminosa che colpisce la superficie su cui sono applicati, ad esempio sulla pelle. La differenza tra i diversi tipi di filtri sta nel come raggiungono questo risultato.

Filtri fisici e chimici - azione sulla pelle

Azione dei filtri fisici e chimici sulla pelle

I filtri fisici riflettono una parte della radiazione solare, lasciandone passare solo una quantità limitata attraverso la pelle. Essi, quindi, non interagiscono con la radiazione solare e non ne sono alterati in alcun modo. I filtri chimici, al contrario, assorbono parte della radiazione solare e la utilizzano per raggiungere stati quantici di energia superiore. Immediatamente questo eccesso di energia è rilasciata sotto forma di calore cosicché il filtro è pronto per assorbire altra radiazione solare. I diversi meccanismi di azione sono riassunti nella figura a fianco. In entrambi i casi la quantità di energia che viene lasciata passare (cioè non viene riflessa o assorbita) dipende dalla quantità di filtro applicata, che determina il fattore di protezione.

Ciascuno dei due tipi di filtri offre vantaggi e svantaggi: i filtri fisici hanno il vantaggio di essere completamente stabili e non essere danneggiati dalla radiazione solare. Inoltre, composti come l’ossido di zinco sono totalmente inerti pertanto sono molto sicuri per la pelle. Il loro svantaggio è la difficoltà di raggiungere protezioni elevate senza produrre “l’effetto bianco”. Per ridurre tale effetto è possibile usarli in forma micronizzata, molto più pregiata (BeC li utilizza in tutte le protezioni solari). Ma anche in forma micronizzata non è possibile raggiungere protezioni molto alte senza che diventino “visibili”. Pertanto nelle protezioni alte vengono associati ai filtri chimici. I filtri chimici hanno il vantaggio di essere molto efficaci e offrire protezioni elevate pur essendo invisibili, si disperdono meglio nella formulazione dando una protezione più omogenea (che corrisponde ad un’abbronzatura più omogenea!), ma poiché assorbono l’energia della radiazione solare, hanno il rischio di foto-degradarsi o di dare origine a reazioni fotochimiche.

In conclusione facciamo un po’ di chiarezza su un punto importante: spesso si confonde l’espressione filtro chimico con filtro sintetico cioè artificiale, mentre si ritiene che il filtro fisico sia naturale. Questo non è necessariamente vero! I filtri fisici sono normalmente inorganici, cioè sali minerali e, di solito, sono naturali, ma possono anche essere sintetici, cioè prodotti artificialmente.

gamma-orizanolo: un filtro “chimico” naturale estratto dal riso

Al contrario i filtri chimici più comuni sono spesso sintetici, cioè prodotti dall’uomo, tuttavia esistono anche alcuni esempi di filtri chimici naturali. Uno dei più importanti è il gamma-orizanolo che si estrae dalla crusca di riso (vedi figura a fianco), ma ne esistono altri come l’acido cinnamico, contenuto nella cannella, diffuso nelle piante Brassicacee (cavoli, broccoli) e nel burro di Karité, i carotenoidi (contenuti ad esempio in carote, pomodori ed una varietà di frutti rosso-arancioni), la vitamina E e numerosi altri. Questi composti hanno anche il vantaggio di presentare ulteriori proprietà (es. antiossidanti, lenitive, disarrossanti, anti-age ecc.) purtroppo però, non hanno la stessa efficacia alla stregua di filtri chimici sintetici. BeC utilizza filtri chimici naturali quando non sono necessari alti fattori di protezione (es. Huile SolE’), ma quando questi sono necessari, occorre associare anche quelli sintetici.

In conclusione, non lasciamoci ingannare dalle parole: filtri chimici o fisici si riferiscono al meccanismo di azione e non alla loro origine. Questa può essere naturale o sintetica, ma la cosa veramente importante è la loro stabilità alla radiazione solare che è fondamentale per la nostra sicurezza al sole.

Sole e benessere

Il sole è benessere.Il sole è sempre stato venerato in tutte le mitologie antiche come simbolo della vita. Non a caso se si spegnesse nel nostro pianeta la vita si estinguerebbe in brevissimo tempo.
Ha molteplici vantaggi sia fisici che mentali per gli essere umani. L’esposizione al sole è fondamentale per la salute delle nostre ossa. I suoi raggi attivano il processo di bio-sintesi della Vitamina D della pelle, aiuta l’assorbimento del calcio e ne consente la fissazione sulle ossa, con un effetto anti-rachitismo importantissimo nei bambini, e con effetto sull’osteoporosi a partire dall’adolescenza.
Una esposizione al sole non smodata ha un’azione germicida che stimola il sistema immunitario, migliorando quindi alcuni disturbi della pelle quali psoriasi, eczemi e dermatiti atopiche.

Il sole è benefico anche per il nostro umore, i suoi raggi stimolano la produzione di endorfine che sono gli ormoni dell’euforia, funzionando quindi da antidepressivo naturale.
Il sole agisce anche su un altro ormone del benessere, la serotonina utile al rinvigorimento fisico e mentale. Non è un caso che nei Paesi nordici dove l’inverno è molto lungo e si vive molte ore al buio con solo 3 o 4 ore di luce al giorno, i disturbi dell’umore sono molto più diffusi.
Ultimo e non ultimo in ordine di importanza, ci si abbronza. Una pelle abbronzata risulta visivamente più sana e da più sicurezza nei rapporti sociali.

Il sole però può essere un arma a doppio taglio se non viene fatta attenzione ad esporsi con moderazione, proteggendo la pelle con creme solari dal fattore protettivo adatto alla propria tipo di carnagione, evitando se possibile le ore più calde della giornata.